Dice la sua mamma:
“Natale è bello, ma per me è un giorno come un altro perché sono sola, con lui. Massimo è triste perché il suo papà se n’è andato, due anni fa.
Io non riesco a parlargli come faceva lui. Massimo aspetta di vederlo apparire all’improvviso, come faceva spesso, per coccolarlo: “Bello di papà, tu c’hai l’occhi blu!”. Rideva Massimo e aspettava che ancora e ancora lui lo facesse ridere con le sue battute. Ora io guardo la sua fotografia, sopra la grande carrozzella di Massimo e mi vien da dirgli: “Pensaci tu! Prega il Signore che mi dia ancora la forza per assisterlo per il futuro.”
Ho trovato un aiuto buono, perché da sola non con gli acciacchi della vecchiaia, non potrei farcela. Sono una cippia dell’Ecuador; vivono qui con noi, sono affettuosi, cercano di esserci vicini… ma a Natale forse vanno a pranzo da una sorella. Così noi due in quel bel giorno aspetteremo una visita, chissà – un nipote, qualche amico di Fede e Luce. Sai, i parenti della mia età sono tutti in cielo ormai. Sono rimasta io sola. M’affido al Signore, gli dico sempre, quel che tu vuoi”.

Massimo ha 41 anni, la mamma Rossana 71. Li rivedo, come in un film, loro tre, legati insieme da questo grande, esclusivo amore per il loro figliolo: lo presentano come un tesoro, interpretano i suoni che accompagnano il suo grande, sconosciuto riso. Sanno quando è stanco, quando ha fame o sete; si commuovono quando lui si eccita perché si canta una canzone che predilige.
Quando Rossana va a far la spesa, e Massimo si agita un po’, la commessa lo prende in affido, lo porta via dal negozio che lo eccita con tutte quelle buone cose; gira la carrozzella e si incammina verso la rampa che dà su una chiesa. Ormai sa, per averlo sentito raccontare dalla mamma, che Massimo predilige in modo speciale entrare in una chiesa, nel silenzio del mistero di quella presenza che lui meglio di noi sa contemplare.
Scherzando un giorno Rossana mi disse: “Se fosse stato bene, per me questo figlio si sarebbe fatto prete!”. Certamente Massimo nella sua famiglia ha proclamato quell’Amore che i suoi grandi genitori hanno vissuto in pieno con lui e per lui.
Ci sarà qualcuno che a Natale andrà a trovarlo, lui che si è fatto un po’ triste da quando non c’è più il papà: a parlare un po’ con la mamma coraggiosa per la quale non è giusto che il Natale sia un giorno come un altro.

Mariangela Bertolini

Nata a Treviso nel 1933, insegnante e mamma di tre figli tra cui Maria Francesca, Chicca, con una grave disabilità.
È stata fra le promotrici di Fede e Luce in Italia. Ha fondato e diretto Ombre e Luci dal 1983 fino al 2014.

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Un giorno come un altro ultima modifica: 2004-12-15T13:54:58+00:00 da Mariangela Bertolini
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