È stata probabilmente un’esperienza religiosa unica. Nove persone, giovani con handicap mentali molto gravi, sorelle e amici, quasi tutti adulti, si sono preparati insieme per la cresima, con un lavoro e un «cammino di fede» insolito e profondo. Quindi hanno ricevuto la cresima insieme agli altri ragazzi nella parrocchia romana di San Gioacchino.

Domenica 13 ottobre, per le nostre comunità (San Gioacchino e Don Orione), è stata una giornata meravigliosa!
Nove persone, tra amici e ragazzi, hanno ricevuto la cresima.
Per molti di noi la giornata è iniziata di prima mattina. I cresimandi si sono incontrati con i catechisti e il Vescovo per ricevere le ultime «raccomandazioni» e direttive spirituali. Alcuni amici si sono dati appuntamento solerti ma ancora un po’ addormentati, all’Istituto Don Orione, per allestire le sale per la festa.
Nel ritrovarci poi tutti (stranamente) vestiti eleganti, davanti alla Chiesa di San Gioacchino, abbiamo da subito capito che stava per accadere qualcosa di speciale. Già là fuori nel salutare Letizia, la mamma e il papà di Enzo, il piccolo Francesco, si respirava un’atmosfera di attesa e di trepidazione che in Chiesa si è trasformata in una esplosione di gioia e commozione. Ecco entrare, dietro al Vescovo, e ai Sacerdoti, i cresimandi: Letizia elegantissima, Enzo che, sottobraccio a Luca, salutava calorosamente tutti, conoscenti e non, Elena accompagnata e “protetta” teneramente da Manrica e Tommaso e Mario sottobraccio alla sorella Donatella ed a Riccardo. Tutti insieme erano bellissimi, tutti insieme hanno sfilato per la chiesa, tutti insieme per ricevere lo Spirito Santo con gli altri ragazzi della Parrocchia. In Chiesa si respira- va una atmosfera calda e raccolta, come spesso noi riusciamo a sentire solo nelle messe di Fede e Luce, eppure non era una cerimonia di Fede e Luce ma univa insieme persone molto diverse. Eppure gli occhi lucidi non li avevano solo i genitori di Enzo o la mamma di Mario, ma anche tanti parrocchiani che erano lì presenti.

È impossibile raccontare tutti i bei momenti della cerimonia, sappiamo solo che all’uscita della Chiesa avevamo il cuore pieno di gratitudine. Grazie prima di tutto ai nostri ragazzi. Da tanto tempo ormai partecipi dei nostri matrimoni, battesimi e feste varie, ma oggi veri protagonisti ed attori della giornata. Grazie ad Enzo che con la sua simpatia ha conquistato subito anche il Vescovo, grazie a Mario ed Elena che hanno vissuto tutta l’ora e mezza di cerimonia in silenziosa attesa come se sentissero che qualcosa di importante stava accadendo. Proprio loro che di solito animano «rumorosamente» i nostri incontri, si sono avvicinati al Vescovo per ricevere la cresima con particolare solennità. Grazie agli altri cresimati: Tommaso che ha tirato fuori uno spirito inaspettato di organizzazione e trascinamento per tutti cresimandi e cresimati. Grazie alla simpatia di Letizia che con le sue domande interessate sulle più svariate questioni spirituali ed evangeliche (quanti di noi se le sono poste ma non hanno mai avuto il coraggio di esprimerle?) ha messo in crisi a volte anche autorevoli catechisti. Grazie a Luca, che se qualche anno fa non partecipava ai nostri incontri di preghiera, oggi con la sua scelta ci ha testimoniato l’importanza della comunità nella nostra vita spirituale. Grazie a Manrica che con la sua grande disponibilità e attenzione è stata un valido punto di riferimento per tutti, soprattutto per la crescita dei ragazzi. Grazie a Donatella e Riccardo, che pur non partecipando alle attività della nostra comunità (tranne quando «prepotentemente» la comunità invade casa Dominici per riunioni varie) hanno voluto condividere un momento fondamentale della crescita del nostro gruppo.
Grazie a Paul Gilbert che dopo anni di amicizia con noi, è stato fondamentale nel cammino di preparazione, aiutando tutti loro ad arrivare un po’ più preparati a questo appuntamento. Grazie a padre Danilo, parroco di San Gioacchino, che con un gesto di sincera e spontanea accoglienza (ancora raro da trovare altrove), invitando i nostri cresimandi ad unirsi ai ragazzi della parrocchia, ha dato la possibilità alle nostre famiglie di sentirsi veramente parte integrante della Chiesa. Grazie a Davide e Hughes, due giovani seminaristi che ormai con sincera devozione frequentavano da tempo i nostri gruppi; hanno aiutato Paul nel non facile lavoro di preparazione, dimostrando una sensibilità particolare per i ragazzi, che fa ben sperare.

Grazie al Vescovo Apicella che, pur non conoscendo bene la realtà di Fede e Luce, è riuscito a farci sentire tutti a nostro agio, soprattutto i ragazzi, ai quali si è rivolto più volte, anche scherzosamente, durante la cerimonia.
Grazie a tutti quelli che erano lì, amici, parenti e genitori, e ai tanti bambini che hanno reso l’atmosfera ancora più festosa.
La gioia per la cerimonia ha superato i confini della chiesa e ci ha accompagnato alla festa che abbiamo organizzato alla «casetta rossa» dell’Istituto Don Orione.
Lì, secondo la migliore tradizione di Fede e Luce, lacrime e commozione sono state «rimpiazzate» da bibite, panini, ottime lasagne fatte in casa, canti e giochi!

Silvia e Monica, 1996

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Vieni, spirito di vita ultima modifica: 1996-12-15T14:59:12+00:00 da Redazione
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