Nella prima parte di questo libro l’Autrice raccoglie le testimonianze di persone che sono direttamente colpite da un grave handicap o che dividono l’esistenza con un familiare disabile.
Ogni voce racconta quindi la storia di una nascita difficile, di una malattia o di un trauma che hanno reso per sempre «diversa» l’esistenza di un essere umano e lo smarrimento, la sofferenza e la fatica di vivere che ne derivano.
Eppure, come afferma nell’introduzione l’Autrice stessa: «Queste storie…, pur trattando grandi drammi, hanno come denominatore comune la serenità… perché nel campo dell’handicap non esiste la via di mezzo: o si rifiuta il «diverso» — e allora c’è l’abbandono, la ghettizzazione, l’occultamento — o lo si accetta trovando la forza di affrontare tutto e cercando sempre la parte migliore di ogni situazione…»

Ascoltiamo così la mamma che asciuga le sue lacrime per combattere a fianco del figlio, la dura battaglia della riabilitazione e dell’inserimento; ascoltiamo la moglie che, quasi sorridendo, racconta la sua lunga, assidua assistenza al marito in coma e del programma da lei ideato al computer, con il quale è riuscita a sottrarlo alla totale afasia, avviandolo alla guarigione.
Altrettanto emozionanti e importanti sono le testimonianze delle persone colpite direttamente: alcune di queste sono personaggi noti nel mondo della musica, dello sport, della politica, del cinema; altri, dopo quanto è loro successo, si sono dedicati alla lotta per la difesa della vita e dei diritti delle persone handicappate.

Chiunque viva a contatto di queste persone, dovrebbe poter riflettere, a me pare, su queste testimonianze nate dalla sofferenza e dalla forza d’animo, per capire, per evitare errori, per essere vicini.
E continua, ad esempio, da parte di chi scrive, la richiesta di solidarietà, di rispetto dei diritti, mentre vengono rifiutati, come umilianti e nocivi, la compassione, il pietismo, il falso provvisorio interessamento.
E interessante scoprire anche da dove, in circostanze così difficili, la persona colpita, trova la forza per riprendere a vivere. Qualcuno ha trovato la sua ancora di salvezza semplicemente «nell’accettarsi con i propri nuovi limiti»; qualcun altro, nella volontà di affermarsi, nonostante l’handicap, nel campo a lui più congeniale. Qualcuno ha trovato la salvezza nella famiglia, altri invece hanno trovato difficilissimo «far digerire l handicap ai familiari». C’è chi si rende conto di scoprire «solo ora valori fondamentali come l’interesse per gli altri e la voglia di battersi per scopi comuni». C’è chi riesce a sopravvivere e a non cedere alla disperazione solo perché scopre di essere importante per un altro che non può fare a meno del suo amore. C e infine un sacerdote che, paraplegico in seguito ad un incidente, inviato come missionario in Africa, scopre lì il privilegio «di essere un handicappato con carrozzina!».

Nella seconda parte del libro sono raccolte testimonianze di persone che hanno adottato bambini con handicap, sono descritte terapie innovative, sono trattati problemi deH’inserimento scolastico e dell’accesso al lavoro «a prova di handicap»; sono riportati, infine, dati sulla diffusione dei vari tipi di handicap, e sulle associazioni nazionali più importanti.
L’Autrice nell’introduzione asserisce di aver scritto questo libro perché convinta che «per risolvere certi problemi è necessario farli conoscere» …

Con questo lavoro ha dato un notevole contributo.

M. Teresa Mazzarotto, 1995

Diversi da chi? Normali vite con handicap ultima modifica: 1995-09-12T10:02:52+00:00 da Maria Teresa Mazzarotto
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