Oggi, le persone con handicap sono sempre di più integrate nella Chiesa. Ma quanti sforzi e quanta speranza sono ancora necessari affinché i nostri fratelli disabili trovino il loro posto naturale nelle parrocchie e ricevano la vita di Dio! (…).
Esitazioni o rifiuti di certi sacerdoti … Reticenze, disagio dei fedeli… Qualche volta, anche voi genitori, non osate pensare che vostro figlio riceva il sacramento della riconciliazione, comunichi al corpo di Cristo, sia confermato Con il dono dello Spirito. Come osare pensarci quando il bambino ha un handicap profondo? Oppure quando è chiuso nell’autismo?

Altro problema: l’assenza di catechesi adatta per questo bambino completamente sordo o per quel giovane colpito da paralisi cerebrale con tutte le difficoltà di comunicazione.
La domanda che ci viene spesso rivolta è: «Ne è capace?» In questo numero di Ombre e Luci vorremmo rispondere con altre due domande: «Ne ha bisogno? Qual’è il desiderio di Dio?»
Gesù ha detto: «Senza di me, non potete far nulla». Nulla. Gesù conosce la nostra incapacità radicale di vivere nell’amore e nella verità con le sole nostre forze. Prima di lasciare i suoi discepoli, promette: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo». Rimane presente nella sua Chiesa per mezzo dei suoi sacramenti per comunicarci la sua Vita.
Quando Gesù dice: «Se non mangiate la mia carne, se non bevete il mio sangue, non avrete la Vita in voi», possiamo pensare che Egli esclude quelli ai quali è stato più vicino sulla terra, le persone ferite nel loro corpo, nella loro intelligenza, nella loro psiche? Chi può affermare che non vi è alcuna libertà, per nascosta che sia, nell’essere più sminuito? Il più colpito fra questi può irrigidirsi per dire il suo rifiuto o schiudere un sorriso per esprimere il suo assenso.
Create a immagine e a somiglianza di Dio, ma come tutti ferite dal peccato originale, le persone con handicap hanno bisogno del battesimo per diventare figlie e figli di Dio. Non hanno anche bisogno del nutrimento dell’Eucaristia e del perdono di Dio? Non hanno bisogno di ricevere la conferma e l’unzione che dà forza, pazienza, fiducia, nella malattia e al momento del passaggio verso Dio?

Non hanno il diritto di con-dividere insieme a noi tutti questi tesori di Dio? I riti cattolici orientali e la Chiesa ortodossa, invitando i neonati a ricevere i sacramenti della Confermazione e dell’Eucaristia subito dopo il Battesimo, ci aprono una pista di riflessione. Il bambino, la persona con handicap intellettivo non può andare a Dio con mezzi intellettuali. Ma Dio si rivela con la sua presenza intima, con la comunione dei cuori (…).
Il grande desiderio di Dio è di darsi a ciascuno di noi. Misteriosamente, Dio trova la sua gioia in noi (…).

I nostri fratelli disabili scoprono questa immensa tenerezza di Dio nella misura in cui i genitori, i . catechisti, le parrocchie gliela rivelano. Dio ha bisogno che noi ci facciamo suoi intermediari per manifestare il suo amore. In cambio, loro ci ridaranno questo messaggio in modo tutto rinnovato, unico. Noi li evangelizziamo, ma, a loro volta, essi ci evangelizzano (…).
I gesti parlano più delle parole. Ricordiamo quando Giovanni Paolo II durante un incontro nazionale in Vaticano, diede l’Eucaristia a due ragazzi visibilmente e gravemente colpiti. Uno dei loro papà, raccontando questo gesto del Papa concludeva: «Il Papa ha fatto ciò che avrebbe fatto Gesù». Che questo numero di Ombre e Luci ci aiuti tutti a far sì che si compia l’incontro di Gesù con i suoi figli prediletti. Che siano loro rivelati i misteri nascosti ai saggi e ai sapienti, quei misteri che Dio ha voluto far conoscere ai più piccoli.

Marie Hélène Mathieu, 1995

Marie-Hélène Mathieu è nata il 4 luglio 1929 a Tournus in Francia. Educatrice specializzata, allieva di padre Henri Bissonier, ha fondato l'Office Chrétien des Personnes Handicappées (1963), poi Ombres et Lumière, rivista cristiana delle persone portatrici di handicap, delle loro famiglie e dei loro amici. Ha creato, nel 1968, con Jean Vanier il movimento Foi et Lumière. Membro del Pontificio Consiglio per i Laici dal 1984 al 1989 è stata la prima donna a tenere una Conferenza di Quaresima a Notre- Dame di Parigi (1988), ed è Cavaliere della Legion d'Onore. Autrice, tra l'altro, di Dio mi ama così come sono (Effatà, Cantalupa 2002), Mai più soli,L'avventura di Fede e Luce, (Jacabook, 2012).

Marie-Hélène Mathieu

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.52, 1995

Sommario

Editoriale

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Rubriche

Dialogo aperto
Vita Fede e Luce

Vedi anche: Speciale Disabili e Catechesi

Dio non fa differenze ultima modifica: 1995-12-07T11:47:55+00:00 da Marie Hélène Mathieu
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