Ieri ho assistito, insieme ad alcuni giovani amici, alla messa di arrivederci ad Andrea, un amico di diciotto anni. Si è addormentato nel sonno eterno dopo aver vissuto la sua giovane vita su un letto, accanto alla sorella, anch’essa come lui: piccoli e fragili, non hanno mai detto una parola.
Sono stati circondati da mamma e papà eroici: tutti dedizione, amore, lavoro, fatica, pianto, dolore, rabbia e rivolta. Sono i loro due unici figli.

Non se l’aspettavano, i loro genitori, che Andrea li lasciasse così, all’improvviso. Le loro cure, la loro attenzione vigile giorno e notte, il loro instancabile darsi da fare, (soprattutto della mamma) perché non mancasse loro mai nulla, perché tutto fosse per loro, non sono bastati a trattenere Andrea. Lo hanno sperato, sempre. Eppure…
Mentre noi cantavamo a Maria: «Io ti ringrazio per questo silenzio che resta tra noi, io benedico il coraggio di vivere sola con lui…», guardavo le spalle scosse dai singhiozzi di Nadia e Giulio. Quelle parole non si addicevano in pieno anche a loro?
Un giovane è salito all’altare per ringraziare Andrea — la cui vita a molti può essere sembrata priva di senso — di aver offerto al Signore «i suoi cinque pani e due pesci»; tutto quello che aveva. E ci invitava a chiedere a Gesù di moltiplicare di nuovo l’offerta totale di Andrea, per saziare la nostra fame e darci così la forza di diventare, come lui, datori di vita.
La gente, commossa, ascoltava e percepiva che lì, attorno a quella piccola famiglia, c’era un mistero: il mistero dell’amore non capito, non riconosciuto dai più. Quell’amore offerto per noi, a somiglianza di quello di Dio, per trasformare i «nostri cuori di pietra in cuori di carne».

L’amore accanito prodigato dai suoi genitori perché la vita di Andrea avesse un senso, non è bastato per trattenerlo qui, sulla terra. Andrea, come molti suoi fratelli e sorelle nel mondo, silenziosamente ha «consumato» il compito misterioso che gli era stato affidato: ha deposto la sua vita preziosa vissuta, in modo incomprensibile ai più, da giovane forte e coraggioso.
Possa tu, Andrea, e con te tutti i giovani del mondo inchiodati da sempre neH’immobilità, aprire il cuore e la mente di quanti, ancor oggi, non sanno e non vogliono sapere, il prezzo delle vostre presenze tra noi.
Possano i genitori che ci leggono, stanchi e sfiduciati per il logorio della loro instancabile dedizione, riprendere forza e coraggio e speranza; possano soprattutto mai dubitare del bisogno che abbiamo tutti dei loro indispensabili «cinque pani e due pesci».

Mariangela Bertolini, 1995

Mariangela Bertolini

Nata a Treviso nel 1933, insegnante e mamma di tre figli tra cui Maria Francesca, Chicca, affetta da una grave disabilità.
È stata fra le promotrici di Fede e Luce in Italia. Ha fondato e diretto Ombre e Luci dal 1983 fino al 2014.

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Cinque pani e due pesci ultima modifica: 1995-09-12T11:29:08+00:00 da Mariangela Bertolini
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