In questo piccolo libro, nove persone, quattro donne e cinque uomini importanti per cultura e impegno, noti per i lavori pubblicati e per il successo raggiunto, danno testimonianza della esperienza di vita che li accomuna, avere dato la vita e avere vissuto o ancora vivere con un figlio diverso. Ciascuno di loro in poche scarne pagine riflette sul destino del figlio, ne ricorda la nascita, la scoperta della diversità, la sofferenza, il rifiuto e l’accettazione, la lotta contro il male, lo scoraggiamento e la fiducia… tutti i momenti di vita e gli stati d’animo che segnano, da sempre, in ogni parte del mondo, come pietre miliari o pali nella vigna, la vita delle famiglie con un figlio handicappato.
Nell’introduzione si legge che il libro è nato per iniziativa della «Fondazione Luisa Flaiano», creata per promuovere e sostenere iniziative che permettano a soggetti portatori di handicap di partecipare a varie attività complementari a quelle promosse da enti pubblici.

A me sembra, tuttavia, che queste persone siano spinte a rivelare un privato così doloroso da un altro motivo più urgente, che è gridato fin dal titolo: «Mi riguarda».
«Il destino di essere diverso, che è toccato ai nostri figli — ci dicono — ha trasformato la nostra vita che è diventata diversa. Ed ora che sappiamo, ci riguardano anche i destini degli altri diversi e per tutti loro, e per tutti i genitori e per i nostri figli, qui testimoniamo. Ma anche voi che ci leggete sarete «diversi» perché non potrete più ignorare o dimenticare».
Mentre leggevo pensavo che per i genitori, i parenti, gli amici di «Ombre e Luci» è molto più facile, che per il lettore qualunque, partecipare emotivamente alle situazioni e condividere gli stati d’animo che qui sono descritti. La mamma che si interroga sul mistero ed il silenzio del figlio già adulto ma per sempre bambino, il padre che nella solitudine del suo studio e nel silenzio della casa siede sul divano tenendo sulle ginocchia la figlia ammalata, la mamma bloccata con la sua macchina sul Lungotevere per la improvvisa inconsapevole aggressione dell’amatissimo figlio, sono persone che ci sembra di conoscere da tanto tempo, le comprendiamo fino ad identificarci con loro e vorremmo dire loro subito che, sì, le capiamo, sappiamo come, come ci si sente e quanto coraggio ci vuole e quanto amore.

Le persone che hanno scritto questo libro non sono, o non si professano apertamente, credenti. Non accennano mai a valori soprannaturali, non parlano di preghiera, di speranza o di fiducia in Dio. Ma le loro storie sono piene d’amore, di sacro rispetto per queste vite così segnate, di tensione nella fatica di correggerle, aiutarle, farle crescere. E da questa fatica d’amore nasce l’attenzione agli altri, il bisogno di condividere dolore e disagio ma anche lo slancio ad operare per raggiungere obiettivi comuni, per realizzare speranze.
Non mi sembra sbagliato, quindi, concludere ricordando una piccola nota ritrovata dalla moglie tra gli appunti inediti dello scrittore Flaiano…

«Cristo torna sulla Terra… Gesù continuò a fare miracoli. Un uomo gli condusse una figlia malata e gli disse: Io non voglio che tu la guarisca ma che tu la ami. Gesù baciò quella ragazza e disse: In verità questo uomo ha chiesto ciò che io posso dare…».

Maria Teresa Mazzarotto, 1994

«Mi riguarda» ultima modifica: 1994-12-19T09:27:21+00:00 da Maria Teresa Mazzarotto
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