Siamo molto grate al Dr. Emmenegger per averci guidate in una visita entusiasmante ai vari laboratori del Centro di Formazione Professionale Primavalle di cui egli è il coordinatore.
Si tratta di un istituto dell’ENAIP (Ente Nazionale ACLI Istruzione Professionale), dove lavorano handicappati fisici, malati mentali e giovani emarginati che, terminata la scuola d’obbligo, non hanno trovato prospettive concrete o hanno avuto problemi di inserimento sociale. L’edificio che li ospita era in passato un dormitorio pubblico ed è stato messo a loro disposizione dal Comune di Roma.
Il lavoro di formazione professionale è cominciato nel 1989 con l’istallazione dei settori professionali della tipografia, vetri d’arte e giardinaggio del Progetto Psichiatrico; ma già in precedenza operatori e ragazzi avevano ripulito e ridipinto l’edificio e avevano collaborato concretamente alla ristrutturazione degli impianti. «Questa struttura ce la siamo conquistata» dicono ora con giusto orgoglio.

Dopo il Progetto Psichiatrico si è aperto il Progetto Giovani Svantaggiati (Informatica, Fotografia, Muratura) la cooperativa della mensa tre mestieri e la FUTURARTE; quest’ultima è in Italia la prima e unica cooperativa di handicappati fisici che lavorano al restauro di mobili e quadri. «Vogliamo assolutamente evitare di diventare una scuola, afferma il Dr. Emmenegger; vogliamo restare al livello di «progetti»: questa è una scelta di base». E parlando di progetto qui si intende alludere ad una attività in perenne evoluzione che, mentre offre una professionalità a chi lo realizza, si proietta nel futuro e si * riqualifica continuamente. Progetto è la realizzazione di un parco pubblico al centro del quartiere, progetti sono gli scambi a livello internazionale con operatori e ragazzi di altri gruppi di lavoro. Negli ultimi mesi persone giunte dalla Francia, dalla Germania e dall’Olanda sono state ospiti del Centro. In questo momento 20 allievi 18 e 5 operatori sono in Germania. Si pensa anche all’avviamento nel quartiere di un ristorante dove possano inserirsi alcuni membri della cooperativa della mensa, si pensa a una biblioteca e a un corso di ausiliari bibliotecari. Si progettano esperienze di lavoro fuori dal Centro, come ad esempio il tirocinio di uno degli allievi della vetreria d’arte alla Scuola di Restauro dei Musei Vaticani. L’idea è nata quando alcuni allievi lavoravano al restauro delle vetrate della chiesa del quartiere, un lavoro molto importante. Si trattava di smontare le vetrate in ogni loro pezzo e di rifarle come erano in origine. In quel periodo alcuni tecnici dei Musei Vaticani restauravano i mosaici esterni. «Nacque allora un rapporto, una collaborazione, dice il Dr. Emmenegger. Noi ci interessavamo alla loro attività perché utilizzavano molto il vetro e loro si interessavano al nostro lavoro di restauro delle vetrate che in Italia è ancora raro».
Due di questi progetti sono già diventati cooperative: la mensa e la FUTURARTE, che è il già ricordato laboratorio di restauro di mobili e quadri. Ne fanno parte persone che dopo un percorso di formazione in quattro o cinque anni si sono organizzate in cooperative integrate. Ora il compito di insegnare tocca a loro.

«Il problema è, dice il Dr. Emmenegger, che per le persone con le quali lavoriamo l’inserimento di una attività esterna non è semplice. E’ senz’altro una prospettiva e alcuni riusciranno a realizzarla. Uno o due l’hanno già fatto. Ma questa scelta viene spesso abbandonata e la maggior parte degli allievi preferisce rimanere nel Progetto per poi organizzarsi nelle cooperative. La cooperativa ha come scopo quello di creare posti di lavoro per persone che vengono regolarmente remunerate.

Questo processo dal Progetto alla cooperativa comincia subito: durante la formazione professionale l’allievo sa già che questo è l’obiettivo. Fin dall’inizio egli sa anche che le attività del Centro sono collegate ad enti pubblici che sostengono il suo lavoro. Il Fondo Sociale Europeo finanzia i progetti per il 50% tramite la Regione; questa eroga sussidi annuali e triennali come prevede la legge 9 per i finanziamenti alle cooperative integrate. La collaborazione con la USL e con la Circoscrizione è intensa. Il CIM indirizza e segue le persone che lavorano al Centro; quattro degli operatori sono distaccati dalla USL a tempo pieno e si spera che il loro numero possa aumentare. Ciò richiederà una politica diversa, dicono al Centro, più qualitativa, più ragionata, più responsabilizzante. Sarà sempre più chiaro che non basta dare un sussidio ad un handicappato, ma che bisogna finanziare un progetto per lui, prevedere il suo inserimento futuro in modo ampio, con strumenti adeguati. Ciò che appare subito evidente è il fatto che il Centro mette a disposizione strutture che offrono attrattive particolari che di solito non si trovano altrove, come ad esempio la vetreria d’arte o il progetto del parco pubblico.

Il terreno dove si realizzerà il parco è di proprietà del IACP (Istituto Autonomo Case Popolari). Da molti anni era abbandonato all’invasione dell’erba, della spazzatura, delle siringhe. Il Comune aveva cercato di intervenire senza ottenere risultati. «L’Istituto ci offrì gratis il terreno con un unico vincolo, racconta il Dr. Emmenegger, quello di renderlo accessibile al pubblico in tre anni». Attraverso questo lavoro fatto in collaborazione con il Comune i ragazzi sono visti ora fuori, sul territorio, come attori e interlocutori e non più come consumatori, assistiti.

Al Centro ENAIP fin dall’inizio dell’attività di formazione si lavora più sulle potenzialità delle persone che sul loro handicap.
La parte medica non viene messa da parte (il coordinatore è uno psichiatra, alcuni operatori sono infermieri) ma ciò che interessa prima di tutto è il problema sociale della promozione della personalità: queste persone che di solito nella vita sociale sono emarginate qui diventano protagoniste attraverso il loro messaggio sui valori reali, sulla qualità della vita: esse testimoniano che la diversità non è un handicap, ma può essere una ricchezza, può rappresentare la possibilità di fare cose nuove, cose utili. Tutti, dal commerciante ai politici, possono capire che il lavoro che si fa al Centro è un lavoro che vuole allargarsi aU’esterno arricchendo i rapporti. Certo non sono cose semplici da gestire perché ne derivano anche timori e incomprensioni. «I primi incontri che avevamo con le scuole, dice il Dr. Emmenegger, furono caratterizzati da paure del tipo: saranno pericolosi? Questi interrogativi nascono ancora oggi a volte, ma sono idee assurde che non hanno alcun fondamento reale. Certo la no-stra presenza sconvolge, ma per trasformarli in senso positivo, i vecchi schemi e i giudizi morali e sociali di alcune persone. Per fare un esempio: da quando lavoriamo per questo parco siamo andati molto in giro per il quartiere a chiedere collaborazione e a illustrare il progetto. Fra l’altro abbiamo chiesto l’aiuto delle scuole di Primavalle dove i nostri allievi hanno avuto spesso funzione di promotori e anche di insegnanti. In dicembre per esempio abbiamo invitato gli studenti sul luogo dove si farà il parco chiedendo disegni e idee. Ora stiamo lavorando con una classe di I Media e stiamo analizzando i disegni che abbiamo raccolto – quasi trecento – per fare una ipotesi concreta per la realizzazione del parco. Desideriamo che la gente del quartiere e soprattutto i giovani partecipino a questo progetto.

Attraverso questa iniziativa, secondo me molto bella e molto produttiva, sono stati cambiati atteggiamenti e opinioni. Perché uno dei nostri non è più considerato come quello che fa parte del progetto «dei matti», ma «uno del parco». L’esclamazione «Ah tu sei uno del parco! » ha per noi tutti una qualità e un significato molto speciale.
Questo cambia profondamente la motivazione ad agire dei nostri ragazzi e li invita a muoversi, a non rinchiudersi, ad uscire, a rischiare e ad essere disponibili».

Natalia Livi, 1991

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.34, 1991

Sommario
Lavorare con gli altri di Mariangela Bertolini
In fabbrica è una bella fatica di Lucia Cesarini
Meglio stanco che annoiato di Francesco Bertolini
Il più popolare al velodromo di Rino Perozzi
Sergio è un buon giardiniere di Nicole Schulthes
Oggi è dei nostri da O. et L. n.93
È sempre disponibile di Nicole Schulthes
Centro di Formazione Professionale Primavalle: un territorio, molti progetti di Natalia Livi

Rubriche

Dialogo aperto
Vita Fede e Luce - Che settimana! di S. Sciascia

Libri

Educare al servizio di Carlo Maria Martini
Storia di un filo d'erba di M. Bettassa

Centro di Formazione Professionale Primavalle: un territorio, molti progetti ultima modifica: 1991-06-21T10:14:38+00:00 da Natalia Livi
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