Chi ha esperienza della lotta fra pubblico e privato infuriata nel campo del servizio sociale in questi anni, dovrebbe visitare questo Centro Sperimentale di Lavoro Guidato di S. Vito al Tagliamento (Pordenone).
Istituito da La Nostra Famiglia, accanto al suo Centro Polivalente di Riabilitazione (del quale parleremo in un’altra occasione) mostra una via valida per ottenere risultati notevoli in questo campo.
La visita a tutto il complesso (costituito da strutture per la diagnosi, centro di riabilitazione con scuole speciali elementare e media, e centro di lavoro guidato) dovrebbe essere obbligatorio nel tirocinio di ogni persona che in politica voglia occuparsi delle persone con handicap mentale. L’alto livello scientifico, la serietà del lavoro e l’affetto evidente nei rapporti umani, caratteri primari delle attività della Associazione La Nostra Famiglia, sono qui ben visibili e concorrono a fornire un servizio di prim’ordine a questi ragazzi svantaggiati.
Il programma generale del Centro di Riabilitazione consiste nel valutare per ogni bambino un «profilo funzionale», cioè la definizione del massimo sviluppo che le sue qualità possono avere, e quindi di fargli raggiungere questo massimo sviluppo possibile, per poi dimetterlo affinché sia inserito nel suo ambiente.
L’età più alta alla quale i ragazzi sono dimessi dal centro è di 16 anni.
Quelli che hanno qualità sufficienti a entrare in futuro nel lavoro, sono ammessi al Centro di Lavoro Guidato (intitolato a Don Luigi Monza, fondatore dell’Associazione) e vi restano quattro anni, per poi entrare nel lavoro in aziende esterne al quale sono ormai abilitati.
Logicamente l’educazione e lo sviluppo delle potenzialità funzionali e di carattere che vengono realizzate in questo centro sono possibili perché parte finale di un progetto e di un cammino di crescita avviati molti anni prima per il ragazzo.
La descrizione del lavoro riabilitativo e addestrativo che si fa in questo centro, sarebbe lunga e in parte molto tecnica. Qui preferiamo darvene un’idea attraverso una serie di immagini e didascalie (altre informazioni più recenti qui, ndr)

Disabilità: Crescere con il lavoro - Ombre e Luci n.17, 1987

Il Centro è insieme scuola professionale speciale e azienda. Vi lavorano 16 ragazze e 7 ragazzi. 13 di essi sono sotto i 20 anni e 10 più grandi. Sono direttamente guidati da quattro educatori-istruttori a tempo pieno. Un compito originale degli istruttori è inventare dispositivi e attrezzature che permettano l’impiego più redditizio delle qualità limitate dei ragazzi. Ne è un esempio il «mulinello» fotografato qui sopra.

Disabilità: Crescere con il lavoro - Ombre e Luci n.17, 1987

Composto di alcuni carrelli assicurati ai raggi di una ruota centrale, ha permesso la giusta confezione di buste con un determinato numero di tasselli, viti, dadi e piastrine, senza doverli controllare con gran dispendio di tempo a fine lavorazione. Il dispositivo è visibile sulla sinistra della foto qui sopra. La struttura alta al centro è parte di un’altra invenzione per facilitare il lavoro dei ragazzi.

Disabilità: Crescere con il lavoro - Ombre e Luci n.17, 1987

Un ragazzo concentrato in un lavoro di confezione. Dopo le consegne delle prime lavorazioni eseguite per conto di tre aziende, il commento regolarmente è: non credevamo che… Il rispetto dei termini di consegna del prezzo e delle specificazioni tecniche è la migliore pubblicità del Centro presso le aziende della regione. Il Centro è stato costruito con contributi di Istituti Bancari, di Associazioni e Scuole, di Società e Aziende e di privati.

Crescere con il lavoro - Ombre e Luci n. 17, 1987La funzione primaria del Centro è la formazione e l’addestramento dei ragazzi al lavoro. L’addestramento manuale è accentuato in alcune lavorazione apparentemente semplici, come quella mostrata qui sopra, consistente nel rinfilare una lunga molla su uno stelo di forma complicata: operazione che richiede coordinazione, prensilità e abilità manuale notevoli. Nel Centro si cerca di far ruotare tutti i ragazzi su tutte le lavorazioni.

 

Disabilità: Crescere con il lavoro - Ombre e Luci n.17, 1987

La formazione alle esigenze del lavoro è la parte più interessante e complessa. Fare un lavoro che non piace, accettare di lasciare un lavoro gratificante o che dà sicurezza perché occorre farne un altro; osservare un orario regolare, che è quello in vigore nelle aziende; superare le conseguenze negative di tensioni interpersonali, sono i risultati maggiori ai quali mira questa formazione. Qui sopra un ragazzo addetto a una macchina.

Disabilità: Crescere con il lavoro - Ombre e Luci n.17, 1987

Questa ragazza monta lo stemma della Invicta sui cursori di chiusure lampo. Secondo le norme di sicurezza la macchina, che è una specie di martello meccanico, può agire solo premendo contemporaneamente due pulsanti con due mani.
I ragazzi sono regolarmente assicurati con l’INAIL e presso una società assicuratrice privata. Alcuni ragazzi vengono al lavoro da soli, altri con i pulmini che portano i bambini alla scuola del Centro. Per ragazzi con particolari difficoltà si fa un orario secondo le specifiche esigenze.

Disabilità: Crescere con il lavoro - Ombre e Luci n.17, 1987

Due ragazze montano mollette da bucato. In basso si vede il semplice dispositivo inventato da un assistente che rende agevole il montaggio. Alcune lavorazioni, come questa, sono senza scadenza e sono molto utili per riempire i vuoti che si presentano tra una commessa e l’altra. Sarebbe diseducativo per il ragazzo, dicono gli educatori, arrivare la mattina al lavoro e non aver nulla di preciso da fare. Un’altra lavorazione di riserva è il recupero dei cursori da chiusure lampo difettose.

Crescere con il lavoro - Ombre e Luci n. 17, 1987

Incollaggio di stampe pubblicitarie su cartoni. Quando un ragazzo ha imparato bene a fare un lavoro, gli istruttori lo impegnano in un altro perché sviluppi più capacità, per alcuni il passaggio a un diverso lavoro è difficile perché il cambiamento è fonte di insicurezza. Ma la formazione al lavoro consiste anche nell’acquistare capacità di cambiare. Il senso del turno nei giorni e tra le persone è importante nella formazione.

Disabilità: Crescere con il lavoro - Ombre e Luci n.17, 1987

Uno specifico lavoro può risultare particolarmente adatto a qualcuno. Per esempio, ragazzi disturbati, sono distesi e soddisfatti quando lavorano a montare reti metalliche: traggono giovamento probabilmente dalla regolarità del lavoro accoppiato allo sforzo fisico e all’ampiezza dei gesti. Motivare i ragazzi al lavoro facendoli sentire gratificati, specie quando il denaro non è motivo sufficiente, è un aspetto essenziale della formazione.

Disabilità: Crescere con il lavoro - Ombre e Luci n.17, 1987

Tra i quattro laboratori del centro, sono grandi vetrate che aumentano il senso di comunicazione tra le persone al lavoro. I ragazzi sono aiutati anche da due volontari pensionati. Quando le scadenze delle consegne richiedono un’attività più intensa, dei volontari vengono a dare una mano. I ragazzi non vengono incitati ad aumentare il ritmo del lavoro; la maggior produttività sarà invece il risultato di un più completo sviluppo delle loro capacità. Infatti, la scheda di lavoro di ogni ragazzo, finisce col misurare anche la sua crescita.

Disabilità: Crescere con il lavoro - Ombre e Luci n.17, 1987                       Disabilità: Crescere con il lavoro - Ombre e Luci n.17, 1987

Come nelle aziende, c’è un piccolo self-service dove ragazzi e istruttori pranzano. Gli operatori sono pagati secondo il contratto della sanità. Ai volontari regolari si dà un rimborso per le spese di viaggio. I ragazzi ricevono la stesa indennità degli allievi delle scuole di formazione professionale. Le fonti di finanziamento del centro sono quasi del tutto private; di recente la regione ha cominciato a versare un limitato contributo. Nel centro si respira aria di lavoro, non ossessivo, ma serio.

Nel 1986 il fatturato del Centro è stato di 95 milioni, i costi 182 milioni. I ragazzi in formazione nel centro hanno diversi tipi di handicap: insufficienze mentali leggere e medie e accompagnate da turbe della personalità, sindrome di Down, ipoacusie gravi o disfasie, tetraparesi spastica.

Cresce il numero di aziende che avviano rapporti di lavoro col centro.
Il momento più critico è l’uscita dei ragazzi dal centro per entrare in aziende che siano adatte alle loro caratteristiche.
Perciò anche gli inserimenti sono guidati e agevolati d’accordo tra il centro e l’azienda, passando anche attraverso fasi intermedie come il tirocinio, con gli oneri a carico del centro, e l’inserimento temporaneo con «borse di lavoro» e assicurazioni pagate dal centro.

È una via laboriosa e ancora poco praticata. I ragazzi la percorrono con ottimi risultati per le qualità umane e le competenze che trovano qui, oltre che per la funzionalità e armonia dell’ambiente. Ecco, per concludere questa visita nel Centro, due immagini esterne, visibili attraverso le finestre.

Disabilità: Crescere con il lavoro - Ombre e Luci n.17, 1987                      Disabilità: Crescere con il lavoro - Ombre e Luci n.17, 1987

Sergio Sciascia, 1987

Sergio Sciascia, nasce a Torino nel 1937 ma si trasferisce a Roma con la famiglia pochi anni dopo. Fin da piccolo manifesta una spiccata passione per lo scrivere e per il capire le cose che lo circondano, e di questi due aspetti farà il mestiere di una vita. Una collega, amica della primissima Fede e Luce romana, mette in contatto Sergio con Mariangela Bertolini e con l’idea di trasformare il ciclostilato “Insieme”che legava le poche comunità italiane di Fede e Luce in qualcosa di più. Era l’autunno del 1981. Nasceva Ombre e Luci e Sergio accettava di esserne il direttore responsabile.

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.17, 1987

Sommario

Articoli

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Maschio e femmina li creò di J. Vanier
Teresa, una storia di lavoro integrato di M. e J. Buffaria
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Crescere con il lavoro di S. Sciascia

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Dialogo aperto

Crescere con il lavoro ultima modifica: 1987-03-21T12:50:17+00:00 da Sergio Sciascia
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