Affrontiamo in questo numero un argomento fra i più gravi. Avere un figlio che non vede, non sente, non cammina, non comunica… è una delle prove più traumatizzanti per dei genitori e per tutta la famiglia. Casi rari, per fortuna, ma che esistono, purtroppo.

In punta di piedi, con enorme rispetto per chi si trova in questa situazione, abbiamo cercato di descrivere la persona di cui parliamo quando si dice pluriminorato ; di far parlare chi in prima persona vive quest’avventura e come si può soppraviverle; spiegarne in modo semplice le cause; e soprattutto far conoscere che è possibile educare e far acquistare ai soggetti colpiti un minimo di autonomia e di comunicazione. Lo scopo del nostro lavoro e della nostra attenzione per questi ragazzi, è — come i lettori già sanno — informare, conoscere meglio, suscitare interesse e solidarietà verso una categoria di persone che fino a pochi anni fa venivano considerate irrecuperabili.

Noi sappiamo per averlo visto e vissuto insieme a diverse famiglie, che in questi casi più che mai è necessario in modo imperativo, che ci siano persone amiche, persone competenti, capaci di rompere la desolazione di chi da solo non potrebbe mai venirne fuori.

Ringraziamo di cuore le persone che ci hanno aiutato a mettere insieme queste pagine che offriamo ai nostri lettori come un messaggio da meditare in profondo silenzio perché in tutti nasca il desiderio di farsi vicini in modo tangibile a chi è provato in questo modo.

di Mariangela Bertolini, 1986

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