L’estate è finita. La pioggia scende copiosa su tutta la penisola. Fichi e uva, cartelle e libri, schiudono la porta all’autunno.
Siamo entrati rinfrancati dal mare o dalla montagna, ma giornali e televisione ogni giorno ci annunciano catastrofi, terrorismo, massacri… che vengono a stringere il cuore di tutti noi già colpiti dal dolore per la perdita delle persone care che ci hanno lasciato.
Dove trovare la forza, la serenità per ricominciare un nuovo anno?
Pensiamo a quante famiglie fra i nostri lettori vivono da anni con un figlio handicappato che si fa grande, che non sa dove andare… per il quale non c’è posto…

Il tempo passa, corre via veloce e sembra che le cose peggiorino invece di migliorare. La maggior parte dei genitori aspetta con pazienza che vengano approntati servizi, luoghi di vita, alloggi, sistemazioni, posti di lavoro, scuole… I più anziani durano fatica a sperare. I più giovani non ci pensano: c’è ancora tempo… per ora va a scuola con gli altri.
Ombre e Luci, nata con lo scopo di allargare la cerchia di chi si fa prossimo, di estendere il più possibile la conoscenza del problema e la solidarietà che si fa aiuto concreto, è consapevole di quanto ci sia ancora da fare, di quante famiglie siano ancora da aiutare.

Siamo convinti altresì, come abbiamo detto altre volte, che sono proprio i genitori i più diretti responsabili dell’educazione e del futuro dei propri figli portatori di handicap. Se loro non si muovono, non si danno da fare (non solo chiedendo e aspettando) «gli altri» — volontari o strutture pubbliche — non si muovono. Al contrario, lo abbiamo visto e vissuto in piccola parte, «gli altri» si interessano e partecipano quando dei progetti vengono inventati, proposti, iniziati.
Abbiamo perciò pensato di far uscire nell’87 un numero di Ombre e Luci proprio su questo argomento: «I genitori all’opera» per far conoscere e far credere che è possibile creare e preparare «qualcosa di buono»; quel qualcosa che si desidera fortemente ma che si aspetta con un po’ di fatalismo.

Questo numero, che offrirà dei modelli da seguire, sarà possibile solo con il contributo di quanti vorranno inviarci articoli, documentazione, fotografie di iniziative avviate da genitori e sostenute dagli altri. Il campo è vasto: associazioni scuole speciali, laboratori, club, tempo libero, vacanze, case famiglia…
Aspettiamo le vostre adesioni ed anche le vostre critiche a questa proposta. Un giornale è vivo solo quando c’è vero dialogo fra redazione e lettori.
La lettera di una mamma di Bolzano, coraggiosa e intraprendente, vi darà — così speriamo — il desiderio di inviarci un vostro contributo.
Alcuni di voi, certamente, obietteranno: «Ma come faccio io che già sono così stanca… io che non ho un minuto di tempo…; io che non ho nessuna capacità…».
È chiaro che non tutti i genitori hanno la possibilità e le capacità per fondare qualcosa. Ma altri lo hanno fatto ed è già qualcosa mettersi insieme per parlarne, per chiedere aiuto…
A me non resta che ridire a tutti i genitori, ma anche a tutti i nostri lettori, di avere fiducia per metterci insieme, per offrire ognuno il proprio tempo e la propria capacità. Poco alla volta, passo dopo passo, qualcosa nascerà.

Chiediamo al Signore di incoraggiare ognuno di noi a riprendere il cammino di ogni giorno, certi che i nostri fratelli, piccoli e grandi che ci hanno lasciato per il cielo, non potranno dimenticare di essere al nostro fianco.

di Mariangela Bertolini, 1986

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.15, 1986

Sommario

Editoriale

Se loro non si muovono di Mariangela Bertolini

Articoli

La fortuna di avere Daniela di Gertrude Calenzani
Per un risveglio religioso dei più handicappati di Henri Bissonier
Casa Sacra Famiglia 
Mary Mount: Settimana al Sole di Nicole Schulthes

Rubriche

Dialogo aperto
Vita Fede e Luce

Se loro non si muovono ultima modifica: 1986-09-30T13:33:57+00:00 da Mariangela Bertolini
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