“Ho letto l’ultimo numero di Ombre e Luci tutto di un fiato. Sono rimasta affascinata dalla molteplicità dei modi con cui si può fare la casa famiglia…”; “Mariangela ha ragione! Non possiamo aspettarci tutto dallo Stato. Incominciamo a muoverci tutti come una grande famiglia…”

Usiamo i nostri talenti

Sono stata molto contenta di leggere l’ultimo numero del giornalino e vedere che finalmente ci sono tanti genitori e tante persone di buona volontà, che incominciano a concretizzare questo grande problema: la casa famiglia per il futuro dei nostri figli!
Mariangela ha ragione! Non possiamo aspettarci tutto dallo Stato.
Incominciamo a muoverci tutti come una grande famiglia, perché noi siamo una grande famiglia! A questo proposito mi viene in mente la parabola del servo infedele. Il padrone partendo affidò a ciascuno dei suoi servitori delle monete perché le custodissero, ed ognuno cercò di far fruttare questo denaro, perché il padrone tornando ne riscuotesse il guadagno, ma uno sotterrò le monete per paura di perderle. Forse molti di noi genitori fanno la stessa cosa! Lasciamo il nostro denaro messo da parte per il futuro dei nostri figli, nelle casse delle banche, pur sapendo che quasi nessuno di loro, domani potrà amministrarli da solo. Allora perché non incominciamo a mettere insieme tutti i nostri beni, le nostre idee, i nostri progetti, tutti i nostri talenti, poiché il Signore ne ha affidati a tutti?
Sono certa, dopo le esperienze lette nel giornalino, che tutti insieme potremo fare grandi cose! Animiamoci di tanta volontà, tanta disponibilità, tanto amore e tanta fede. Solo così, quando il Signore ci chiamerà, potremo addormentarci tranquilli sapendo che i nostri figli continueranno a vivere circondati d’affetto e di calore umano, che altre strutture non possono dargli.

Una mamma

_______________________________

Grazie

Sono una mamma di una ragazza di 17 anni, epilettica, con grosse difficoltà di vista e solo grazie a Daniela ho imparato tutto quello che so e faccio oggi.
Da tanti anni cerco di aiutare anche gli altri genitori a superare le difficoltà, diffidenza e paure e fortunatamente ci riesco molto bene.
Spesso volevo inviarvi dei nominativi di famiglie alle quali la vostra semplice, ma così ricca rivista, potrebbe essere utile e solamente oggi lo faccio…

Gertrude Calenzani
(Responsabile dell’Associazione Genitori di minorati di Bolzano)

_______________________________

Ci dobbiamo muovere

Ho letto l’ultimo numero di Ombre e Luci tutto di un fiato.
Sono rimasta affascinata dalla molteplicità dei modi con cui si può fare la casa famiglia.
Vi ringrazio per aver presentato così bene le proposte più variate e stimolanti.
Due cose mi sembra risaltino in modo specifico:

  1. Ogni « soluzione » per poter veramente funzionare deve avere al centro Cristo.
  2. Siamo noi genitori che ci dobbiamo muovere, cercare concretamente soluzioni adeguate, unirci ad altri genitori, perché chi meglio di noi sa cosa necessita veramente ai nostri ragazzi?

Mi auguro che continuiate con lo stesso entusiasmo e coraggio il vostro lavoro preziosissimo di ricerca, di informazione e di collegamento per noi genitori.

La mamma di Stevens

_______________________________

Nulla potete fare senza il mio aiuto

Case famiglia! Parliamone ancora: le vorremmo belle accoglienti e piene di amici che accolgono i nostri figli con gravi difficoltà fisiche o psichiche, quando il Signore ci chiamerà.
Ho letto di pensieri, idee, progetti e tanti « vorrei » di altri genitori, tutte cose che derivano da un denominatore comune: il grande amore per questi nostri figli.

Tutto ciò è bello ma non basta. Prima cosa, secondo me, è la preghiera: « Nulla potrete fare senza il mio aiuto » dice il Signore. Perciò è buona cosa pregare perché lui ispiri anime buone e con sostanziali possibilità a mettere a disposizione qualche villetta o rustico per questo progetto tanto ambito e coronare così questo sogno di case famiglia rette e gestite da persone illuminate e di buona volontà che accolgano in esse i nostri figlioli come in una vera famiglia, quando la loro non sarà più, se non ci saranno altre persone care che possano accoglierli.

Infine, dopo la preghiera, l’impegno personale per aiutare, secondo le nostre possibilità, chi si è già rimboccato le maniche con vero senso di carità cristiana, per raggiungere tale scopo.

Una mamma

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.12, 1985

Editoriale

Natale a Lubiana di Mariangela Bertolini

Dossier: Lo sguardo, un messaggio

«Bocca ride, occhi non buoni» di M.H. Mathieu
Il peso degli sguardi
- Chi viene ignorato
- Voi che avreste fatto?
- Sguardi cupi, tristi, freddi
- Primo sorriso
- Sanno subito se li amiamo
- Esitano e poi...
- Il peso degli sguardi
- Questa arma che ci portiamo addosso

Altri articoli

Quella fredda domenica d’inverno di Virginio e Marisa
Qui "integrazione" non è una parola di Sergio Sciascia
Le condizioni per una scuola così di Nicole Schulthes
Il bambino difficile di M. T. Mazzarotto

Rubriche

Dialogo aperto n. 12
Vita di Fede e Luce n. 12

Libri

Incontro Gesù di Jean Vanier
112 suggerimenti per un corretto rapporto con gli handicappati

Dialogo aperto n. 12 ultima modifica: 1985-12-15T10:30:45+00:00 da Redazione
Shares
Share This

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi